Archivio per September, 2007
Free Burma
Pubblicato da lostinthesky
Anche io oggi cambio colore.
Un piccolo gesto di solidarieta’ per la Birmania.
Un piccolo gesto per sostenere con la nonviolenza i monaci attaccati dal regime militare.
Un piccolo gesto per essere vicini a Aung San Suu Kyi.
Ricordo che tempo fa anche gli U2 hanno dedicato una canzone al leader del movimento pacifista Aung_San_Suu_Kyi, una splendida canzone, forse tra le mie preferite: Walk On
scelte difficilissime
Pubblicato da lostinthesky
Sono appena tornato da Mediaworld, uno dei miei negozi preferiti, uno di quei negozi dove posso passare tutto il giorno a guardare le offerte degli hard-disk, delle serie televisive, delle chiavette usb, uno di quei negozi dove devo assolutamente uscire con qualche cosa, uno di quei negozi dove mi sento a casa.
Peccato pero’ dover sempre fare i conti con le proprie finanze.
Entro deciso a prendere una SD da due giga per la macchina fotografica di mio fratello. Un regalo.
La prendo, passo davanti al settore DVD e vedo Il Padrino I, II e III.
Tre dvd a nove e novanta!!! Li prendo.
Vedo i Griffin. Guardo quanto costa la serie uno, la prendo.
Controllo quello che ho in mano, mi sembra troppo, metto giù Il Padrino II e III.
Ritorno dai Griffin, prendo anche la serie due.
Vedo Scarface in platinum collection, e’ mio.
Ricontrollo quello che ho in mano, metto via la seconda serie dei Griffin.
Vedo L’uomo che sapeva troppo. Lo prendo ma metto via la prima serie dei Griffin.
Vedo il libro La Casta, insomma tutti ne parlano, ho voglia di leggerlo e lo prendo.
Controllo quello che ho in mano e, a malincuore, metto giu’ la SD da due Giga.
Mi dispiace, fratello, sara’ per la prossima volta, e’ il pensiero quello che conta!
solitudine
Pubblicato da lostinthesky
Solitudine e’ amara beatitudine per me,
e’ necessaria come un vizio
e la coltivo un po’ per sfizio…
fastidio #1
Pubblicato da lostinthesky
O donna, che mi versi la pastasciutta in mensa.
Non esitare quando hai il mestolo in mano.
Versa tutto il suo contenuto nel piatto.
Stai tranquilla,
che quei due rigatoni che trattieni sempre nel mestolo,
non mi soffocano affatto.
il leccio
Pubblicato da lostinthesky
Sono stato qualche giorno in Toscana, per la precisione a Buonconvento, un magnifico paesino vicino a Pienza.
Dalla finestra della camera dell’agriturismo avevo una vista meravigliosa delle colline toscane, dolci saliscendi che alternavano campi appena arati e macchie veridissime di vegetazione.
I campi avevano proprio il colore della terra di siena.
Ma quello che mi attirava era un magnifico, gigantesco, rigoglioso leccio su una collinetta poco distante l’azienda agricola.
Ero proprio attratto da quell’albero, d’altronde non ne avevo mai visto un esemplare simile, e ho deciso di incamminarmi per vederlo piu’ da vicino.
Ho scavalcato la recinzione, e la sorpresa piu’ grande e’ stato vedere che l’intera collinetta era piena, ma dico piena, di cacca di pecora.
Circa una centinaio di metri di campo minato da attraversare.
Con un po’ di pazienza e qualche cacca pestata ho raggiunto il leccio ed e’ stato veramente un sogno entrare, avvolto e coccolato dai rami e dall’ombra e dal paesaggio che si poteva ammirare da quella posizione dominante.
Dalla felicita’ sono tornato indietro noncurante delle cacche di pecora.
michelozzo [#9]
Pubblicato da lostinthesky
Ieri il mio vicino Michelozzo ha dedicato l’intera giornata a tagliare il suo immenso prato.
Ho riconosciuto il rumore intermittente del decespugliatore: non rimane mai acceso per piu’ di cinque secondi, poi lo spegne per uno o due secondi e poi lo riaccende e così via tutta la mattinata. Devo dire che e’ abbastanza fastidioso ma io ci sorrido sopra perche’ il mio vicino e’ un tipo veramente strano e buffo.
Ieri sera decidiamo di andare a fare una passeggiata in piazza, sono circa le nove e mezza, apro il cancelletto e immediatamente esco dal portone di casa con lo sguardo rivolto verso il portoncino di Michelozzo, sperando in una sua trionfale uscita.
Esaudito! Come se dovesse uscire dal palco per ricevere gli applausi, scosta la tenda d’ingresso e con un passo deciso e balzante esce anche lui con lo testa rivolta verso me.
Ci guardiamo ma rimaniamo qualche secondo in silenzio. Secondi in cui dentro di me mi sono fatto quattro sane risate.
Esce con:
- jeans blu scolorito dal tempo con cerniera aperta.
- camicia a quadri da cow-boy completamente aperta: questo fa risaltare l’abbondante panza e la vita bassa dei jeans una spanna sotto l’ombelico. Il mio sguardo si ferma su un ciuffetto di pelo nero tra i due capezzoli.
- guanti da lavoro
- rastrello in mano
- capello arruffato
Alle undici e mezza stava ancora rastrellando.
la pigiatura
Pubblicato da lostinthesky
Una volta non tutte le cose si facevano a mano, alcune cose richiedevano solo l’uso dei piedi.
Era in quei momenti che il paese o la tenuta in campagna si riuniva, si danzava, si cantava, ci si innamorava divertendosi ma anche lavorando.
Come posso non ricordare la pigiatura del bisbetico domato?
(foto scattata a Monselice durante la manifestazione del Palio, Arti e Mestieri di una volta)


