lostinthesky

Archivio per February, 2008

non è un paese per vecchi

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Sono andato a vedere “Non è un paese per vecchi” il film vincitore delle 4 statuette.
Lo considero un bel film. Un gran bel film, per la tensione e il senso di angoscia che ti fa provare soprattutto nella prima ora. Poi la storia degrada leggermente.
Riprese mozzafiato, che chiaramente solo al cinema rendono la dimensione e gli spazi aperti del deserto, nessuna colonna sonora, dialoghi ridotti all’osso.
Mi piace moltissimo, e qui lo considero strameritato, il ruolo di Javier nei panni del killer spietato.
Se ti chiedesse di giocare a testa o croce la tua vita dipenderebbe solo dalla tua fortuna. “Io e la moneta siamo arrivati alla stessa conclusione”.
Qualche scena grottesca ma da non paragonare a quelle di Tarantino dove vengono buttate più sul comico.
Ripeto che ho apprezzato tantissimo quel sentimento di amarezza, di angoscia e alla fine di sconforto che si prova. Solo un altro film mi aveva tenuto così in tensione “Duel” di Spielberg (film del 1971). Sempre di inseguimenti si tratta.
Non posso dire altro, ma se lo andate a vedere, lasciate un commento e le vostre impressioni.

confusione

Ci sono giorni, ma anche settimane intere di confusione.
Ho mille pensieri per la testa, mille cose da portare avanti o che almeno vorrei fare ma alla fine non faccio assolutamente niente.
Salto di qua e di là senza concludere niente, apro il mac e gironzolo remando, e alla fine sono ancora più deluso perchè i traguardi sono ancora più distanti.
Forse sono troppe le cose che vorrei portare a termine. Magari è solo un periodo passeggero.
Sto decidendo se pubblicare o no questo post… si dai lo pubblico. Ho fatto male. Forse no. Boh.

alghe

Ieri si respirava un’aria quasi primaverile e ho avuto la brillante (??) idea di andare al mare. Tanto quaranta minuti in macchina per me sono un passatempo.
Già mi pregustavo una bella passeggiata sul lungomare, un tiepido sole che mi scaldava e la brezza che mi accarezzava.
Arrivati, la nebbia.
Un centinaio di metri più avanti oltre alla nebbia, un muro fetido ci sbarrava la vista. Un muro di schifosissime alghe miste a non so che cosa ci impediva di vedere e soprattutto di respirare.
L’unica nostra salvezza per tirarci un po’ su è stato Studentessi di EELST.

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il dono della parola

Ogni tanto vado a teatro, in quei piccoli teatri dove recitano delle compagnie locali. Preferisco quelle dialettali, perchè diciamolo “fanno ridere”.
Ieri sera c’era un adattamento di “Medico per forza” di Molière. Due divertenti atti, non esageratamente comici ma situazioni incredibili.

Sganarello, uomo un po’ rude di campagna, picchia la moglie e lei decide di vendicarsi facendo credere all’ingenuo Valerio che il marito non riconosce il suo essere medico se non con la forza. Da qui il povero Sganarello viene picchiato e costretto a curare una fanciulla colpita da una rara malattia che le ha tolto l’uso della parola.

Questo dono divino della parola non è però stato tolto alle simpatiche anziane che avevo dietro che hanno iniziato a luci spente e sipario alzato a parlare di tariffe telefoniche convenienti e sfoggiare i loro cellulari gareggiando su quale avesse più funzioni.

Non ho avuto il coraggio di dire niente, nessuno ha avuto il coraggio di dire niente.

i miei colleghi

dilbert

Nei tempi morti tra un restart del server o un rebuild dei progetti posso fare una pausa e osservare il microcosmo che mi circonda: i miei simpatici colleghi.

  • alla mia destra vedo Davide che, sobbalzando dalla sedia sorpreso dal guadagno degli adsense, perde una scaglia di dna (forfora) che si appoggia delicatamente sulla tastiera tra il capslock e il tasto tab. Non verrà mai più rimossa.
  • alla mia sinistra vedo Simone immobile. Può restare così per ore pensando alla complessità dell’algoritmo di lampeggiamento del cursore
  • davanti sulla sinistra Gianluca, sta pensando alla partita a tennis serale e con il mouse si allena nei rovesci
  • davanti a me Luca sta andando in pressione. Fra poco scoppierà con un fragoroso improperio accompagnato da una scossa elettrica su tutto il corpo e manderà a quel paese lo staff rossoalice
  • più indietro, Damiano. Non sa se amare di più la ragazza o la moto. Lo vedo passare freneticamente dal sito delle kawasaki a quello delle yamaha per poi andare su quello delle aprilia e poi honda. Il tutto in qualche frazione di secondo
  • ancora più indietro Stefano, non si ferma mai, click click click click click click click click click click click click click sulla tastiera, ma che c…o scrive??? Dicono si faccia chiamare Roberta! (questa la capiscono in pochi)
  • ancora più indietro un altro Stefano, più silenzioso, forse perchè ingegnere. Dalla sua posizione strategica starà sicuramente studiando nei dettagli l’atterraggio della sonda Mars Pathfinder calcolando a mano la sinusoidale traiettoria circoellittica del rimbalzo cinetico con le conseguenze magnetopressorie sul tachimetro della sua golf nuova.

… ritorno a lavorare.

magico carnevale

Non ho mai visto così tanti fotografi agguerriti e scalpitanti ad una manifestazione. Per fortuna sono arrivato con un paio di ore in anticipo e mi sono aggiudicato un posto in prima fila davanti al castello.

Un forte botto ha dato il via alla sfilata. Sembrava una moviola, decine e decine di figure sono scese e hanno sfilato nel giardino davanti muovendosi al rallentatore. Uno spettacolo incredibile! Gli attori, paesani, giovani, anziani, bambini, bravissimi. I gesti e la mimica la loro unica gestualità. Vietato parlare.
Ti senti immerso in un sogno, in nuvole, nebbia fitta, colori ed esplosioni. Facce pallide, molte solcate dal tempo, mettevano in risalto le labbra rosse, altre ancora non attaccate dagli anni, perfettamente bianche, sguardi intensi, corrucciati, tristi, festosi, ma lenti, lenti, tanto lenti.

Il tema era “Oggi Sposi”. Gli anni passati, “angeli e demoni”, “re e regine”, Circo, Fellini.

L’organizzatore-coreografo, fotografo professionista, ha pensato bene di creare questa magica rappresentazione, diciamolo pure, solo per fotografi. Infatti non vedi nessun altro se non qualche incuriosito senza macchina fotografica che cerca di intravedere qualche faccia mettendosi in punta di piedi, ma senza risultati.
O parti da casa con un buon teleobiettivo, ne ho visti di micidiali, altrimenti puoi anche restare a casa.

Assolutamente da non perdere il prossimo anno.
Alcune foto che ho fatto.

caos calmo

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Già il titolo mi aveva magnetizzato quando l’ho visto alla Feltrinelli di Milano. Ho dovuto comprarlo. Per forza. Anche se non avevo mai letto un libro di Sandro Veronesi.
Ieri sono andato al cinema, di certo non per vedere come se la cavano Moretti e la Ferrari su un divano, bensì perchè l’ho trovata una storia coinvolgente e ricca di sentimenti.

E’ un film diretto e interpretato veramente bene. Un film reale, dove si mescolano amicizie, odi, amori, inganni, ma è soprattutto il caos nella testa di Pietro che fa’ da padrona. Dopo la tragica morte della moglie Pietro si ferma. Si ferma per pensare per riflettere. Si ferma per mesi e mesi in un piccolo parco davanti alla scuola elementare della figlia che seguirà con grande devozione. La panchina diventa la sua casa, il suo ufficio dove ruotano attorno gli amici e i colleghi.
Bellissimi e commoventi gli scherzi che fa con un bambino al parco, poi gli abbracci, i pianti, i segreti, le scelte, la voglia di capire e di resistere.

E poi una bambina, che lo risveglia, che lo rimette in moto.

Non capisco proprio come i media vogliano dare risonanza alla sola scena di sesso smorzando la poesia di tutto il film. Tra l’altro chi va a vedere un film con Nanni Moretti? Non saranno mica ragazzini di dodici anni! Penso invece adulti, vaccinati a certe cose. Quella scena è una scena reale dove si mostra la disperazione di un uomo e di una donna che non sanno come affrontare i propri problemi. Inoltre lui è anche un pelo imbranato.

Da vedere, ne esci contento.