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Archivio per February, 2009

prima malati che clandestini

Presento il comunicato stampa del FESMI (Federazione Stampa Missionaria Italiana) che mi ha dato il mio amico Padre Mario, missionario Saveriano.

I missionari bocciano la norma del governo

Una ferita ai diritti delle persone immigrate e un pericolo per la salute degli stessi immigrati e dei cittadini tutti. Così giudichiamo la revoca della legge che impediva ai medici di denunciare gli immigrati clandestini che si rivolgono per cure alle strutture sanitarie e perciò esprimiamo la nostra indignazione.

La decisione adottata dal governo (che va ad aggiungersi a quella di rendere la clandestinità un “crimine”) costituisce un fatto grave, per di più in un momento delicato come l’attuale in cui al legislatore sono chiesti saggezza, equilibrio e lungimiranza. L’esigenza legittima di garantire l’ordine pubblico e la sicurezza non può mai far sì che siano calpestati i diritti delle persone. Una scelta di questo tipo non fa che aggravare un clima già pesante, che vede gli immigrati più vulnerabili che mai e tende a esasperare le contrapposizioni, invece di favorire l’integrazione.

Il provvedimento in questione, inoltre, si rivela miope in quanto a tutela della salute pubblica, dal momento che scoraggia di fatto gli immigrati che necessitano di cure e non hanno i documenti in regola, allontanandoli da ospedali e ambulatori. Il rischio che si diffondano malattie e che, contemporaneamente, si alimenti un mercato della salute parallelo è tutt’altro che teorico.

Per queste ragioni, condanniamo con forza l’operato del governo su questo punto e auspichiamo che la norma in questione sia ritirata al più presto. Chiediamo soprattutto che cambi l’approccio culturale a una questione come l’immigrazione. Noi, che in Africa, Asia e America Latina siamo stati immigrati, abbiamo ricevuto calore e accoglienza e abbiamo sperimentato la possibilità concreta di reciproco rispetto e condivisione di valori, tradizioni e ricchezze spirituali al di là di differenze etniche, culturali e religiose. Un popolo e uno Stato che si riconoscono nei valori della Costituzione non possono rinunciare ad avvicinare l’immigrato – regolare e clandestino – innanzitutto come una persona, con diritti e doveri. In caso contrario, stiamo scivolando a grandi passi verso la barbarie.

Federazione Stampa Missionaria Italiana
Commissione Giustizia e Pace della Conferenza degli Istituti Missionari Italiani
Milano, 6.2.2009

Mt 25,42-43

Non è facile trovare una soluzione per un problema così complicato e delicato. Non è facile per alcuni accettare certe decisioni. Non è facile vedere le proprie idee calpestate e derise.

Ma è giusto essere liberi, è giusto essere liberi di scegliere.

In queste discussioni ognuno ha ragione e ognuno ha torto e ripeto non c’è una soluzione per quanto se ne parli, ma è giusto parlarne, anche tanto.
Quindi vedo giusto che il Vaticano difenda la Vita e vedo giusto che lo Stato accolga una richiesta di eutanasia, compatibile con le leggi e la costituzione in vigore. (Non so ancora se lasciare morire di fame e di sete una persona sia costituzionale).

Mi fa schifo vedere chi governa non avere rispetto per il rappresentante dello stato e scaricargli le colpe.

Tutto per me si riassume in un problema di coscienza dove per coscienza (dice il dizionario) è la capacità dell’uomo di riflettere su se stesso e di attribuire un significato ai propri atti; immaginaria sede del senso morale dell’uomo; capacità di valutazione etica delle proprie azioni.

Mi mettono i brividi frasi del tipo “meglio ucciderla che vederla soffrire in quel modo”, oppure “ma quella non è una vita dignitosa”, oppure “ma è vita quella?”. Ne avevo già parlato a suo tempo e penso che la vita vada difesa in tutte le sue manifestazioni, anche nella sofferenza e nella malattia. Dare un significato alla sofferenza è difficile, capisco, ma se si trova un Significato, si ritorna a vivere. E’ nella sofferenza che esce la tua persona, è nella tua reazione alla sofferenza (sia vissuta in prima persona che vissuta aiutando chi soffre) che esce il meglio di te, la parte nobile di te. La sofferenza e la malattia è giusto viverle completamente.

finestre rotte

Oggi stavo ascoltando Finestre Rotte di Francesco de Gregori, ho fatto caso al testo, ve lo propongo, mi sembra proprio attuale.

C’è gente senza cuore in giro per la città
C’è gente senza cuore in giro per la città
Di notte bruciano persone e cose
Solo per vedere che effetto fa

Se volete vedere il video lo potete trovare su www.francescodegregori.net nella sezione “Video”.

Devo dire che mi fa proprio paura la frase “solo per vedere che effetto fa“, eppure è stato proprio così.