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solare

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Ho ripreso in mano i vecchi numeri di Newton e mi è capitato proprio quello di settembre 2007 dove in prima pagina si parla di energia solare.
L’articolo comincia con “E se fosse l’Africa a illuminare l’Europa?”. Chiaramente l’ho riletto visto anche le ultime notizie sulla “minaccia” del governo di future centrali nucleari.
La frase che più mi ha colpito è: “In meno di sei ore arriva sui deserti una quantità di energia pari a quella consumata in un anno da tutto il mondo, una miniera di energia praticamente inesauribile e totalmente inutilizzata“.

La soluzione ai nostri problemi di energia e inquinamento quindi (pensate ci sono arrivato anche io!!!), potrebbe venire proprio dal sole. Ma come mai non ci sono arrivati i nostri politici? Questo è un mistero che lascio alla trasmissione Voyager.

Il progetto Desertec appoggiato dal nobel Carlo Rubbia, prevede di catturare l’energia solare anche quando il sole non c’è, quindi niente pannelli fotovoltaici utilissimi per la produzione locale ma non adatti alla produzione di massa perché non rendono di notte quando il tempo è nuvoloso e soprattutto sono troppo costosi.
Gli impianti termodinamici a concentrazione solare invece utilizzano specchi per concentrare i raggi solari su un tubo o una caldaia che contiene una soluzione di acqua e sali o un gas. Questo fluido scaldato oltre i 500°C aziona le turbine che producono l’elettricità.

La tecnologia è matura, già pronta e collaudata e in alcuni stati viene utilizzata. Tra questi la Spagna, la più coraggiosa e ambiziosa tra gli stati europei. Forse ha avuto un’illuminazione, e in questo caso ci ha sorpassati. L’illuminazione è concomitante all’arrivo di Rubbia a Madrid dopo aver lasciato l’Italia in un mare di polemiche. Il governo spagnolo infatti ha varato una piano di incentivi che rende il solare molto vantaggioso ed entro il 2013 saranno attivi una decina di impianti a concentrazione solare che forniranno energia a tutta Siviglia.

Molte volte abbiamo le risorse, la soluzione a portata di mano, ma si tende a scegliere la strada più difficile.

Da leggere:
Centrali nucleari, dalla padella nella brace

water footprint

waterproject

L’acqua è probabilmente una delle risorse più preziose e vitali che abbiamo. No, non è il petrolio la risorsa più importante anche se l’hanno fatta diventare importante.
Certo la usiamo quotidianamente per lavarci, bere, cucinare ma ne usiamo molta di più per produrre ad esempio, carta, cibi, vestiti e tante altre cose.
Ultimamente, per fortuna, si sta diffondendo un comportamento di risparmio energetico, tra cui anche il risparmio per l’acqua che adoperiamo, quindi c’è chi segue quei piccoli ma utili consigli per poter evitare sprechi enormi.

E’ utile sapere a questo scopo qual’è la nostra impronta d’acqua (water footprint), dove per impronta si intende la quantità di acqua usata per produrre le cose di uso quotidiano, beni e servizi. E’ un po’ come l’idea dell’impronta ecologica, ma focalizzata sull’utilizzo dell’acqua.

Timm Kekeritz, disegnatore, in base ai dati dell’UNESCO, ha creato un poster doppio visualizzando in un lato l’impronta d’acqua delle singole nazioni e nell’altro il numero di litri utilizzato per produrre una certa cosa.

Ad esempio servono 840 litri di acqua per produrre 750ml di caffè.

che botta!

La notizia mi ha incuriosito prima e stupito poi.

In un paesino tranquillo nelle Alpi, Sankt Moritz, c’è in progetto la costruzione di un grattacielo. L’architetto è Mario Botta.
Vorrei capire realmente che esigenza c’è di costruire un grattacielo di 77 metri di altezza tra i prati.
E’ perchè si deve incrementare il turismo e avere tanta gente che usa gli impianti di risalita e bla bla bla. Ok questo posso capirlo.
Ma perchè proprio un grattacielo?
I grattacieli non erano nati con lo scopo di far sviluppare le città in verticale perchè non c’era più spazio orizzontale dove costruire?
Se si, allora l’architetto Botta ha preso un abbaglio! Forse non ha visto la distesa di prati che avvolge Sankt Moritz.
Poi la scelta estetica del grattacielo proprio non so dove l’abbia partorita anche se ho qualche idea.
Un paio di alberghi classici con i balconi e i terrazzini in legno dove mettere vasetti di fiori colorati forse non sarebbe meglio?
Ma loro sanno sempre giustificare una schifezza con le solite parole “valorizza la città” e “si adatta al paesaggio“.
E con queste te la becchi nel c…!

Ma la cosa bella è che il sindaco del paese, pur essendo favorevole, vuole coinvolgere i cittadini con un referendum e in base a questo decidere.
Mi sembra un bell’esempio di democrazia! E qui c’è da imparare.
Adesso ho capito, Sankt Moritz è in Svizzera!

l’acqua di rubinetto

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Capita a proposito un bell’articolo sul Corriere riguardante l’acqua. Sembra quasi che mi abbiano letto nel pensiero, ma come me penso tantissime altre persone.
Tante altre persone che hanno preferito per motivi economici e ambientali dissetarsi con l’acqua di rubinetto.

E’ buona, la sto bevendo da alcuni mesi, e bisogna sfatare questo mito che l’acqua in bottiglia è più sicura. Non è vero perchè l’acqua negli acquedotti e super controllata, più di quella minerale.
L’Italia è il primo consumatore al mondo di acqua minerale mentre Altroconsumo promuove a pieni voti le qualità organolettriche dell’acqua di rubinetto, quindi perchè non passare a questa più economica ed ecologica? Fanno riflettere le 27 mila tonnellate di plastica che si usano all’anno nel mondo per imbottigliare l’acqua. Per non parlare dei camion che servono per portarla in giro.

Tifosi dell’acqua di rubinetto sono Marco Paolini che ora negli spettacoli si porta una borraccia e Massimo Cacciari che ha chiesto a tutti di berla. L’iniziativa pero’ parte da don Gianni Fazzini che intende promuovere e sostenere la costruzione di un acquedotto in Thailandia.

Visto dal mio amico bachibouzouk, ho comprato anche io questo filtro per acqua e ne sono veramente soddisfatto: mi disseto, risparmio, e inquino meno.