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buona pasqua
Pubblicato da lostinthesky
Mi unisco agli auguri di buona Pasqua di Don Albino Bizzotto, fondatore dell’associazione “Beati i Costruttori di Pace“.
La Pasqua quest’anno ci riserva auguri molti impegnativi. Sono giornate di passione quelle che stiamo vivendo, in collegamento diretto con le popolazioni d’Abruzzo colpite dal terremoto.
Le immagini e le informazioni in diretta hanno portato nelle nostre case la sofferenza delle persone e delle famiglie colpite. Oltre al cordoglio, è partita - quasi in forma spontanea - una solidarietà fattiva in tutta Italia. Tanti vorrebbero recarsi di persona sul posto per portare il loro aiuto e per far sentire la loro cordiale condivisione. E’ bella la presenza affettuosa di psicologi che aiutano i bambini ad uscire dal trauma e recuperare la gioia di vivere e la normalità del quotidiano. I nostri auguri non sono solo parole vuote.
Pochi giorni prima del terremoto a L’Aquila, più di cinquecento persone sono state inghiottite dal mare nel loro viaggio della speranza. Erano quattro imbarcazioni dirette dalla Libia verso Lampedusa; tre sono affondate. Sappiamo del salvataggio di 365 persone sulla nave italiana “Asso 22”, appartenevano a una delle quattro imbarcazioni alla deriva. Di tutte le persone finite in mare non abbiamo né immagini, né informazioni, né cordoglio, né solidarietà.
Erano figlioli giovani, donne e bambini. Più poveri e più disperati, ma proprio per questo non meno importanti per le loro famiglie. Quel mare costituisce il loro terremoto.
Anche a L’Aquila non hanno nome i “clandestini” sepolti nelle macerie e non dati nemmeno per dispersi.
Possiamo augurarci vicendevolmente un po’ più di umanità e di rispetto anche per i disperati e i disgraziati? Ci può essere qualche lacrima e qualche sentimento, una preghiera da parte nostra anche per loro e le loro famiglie?
Da un po’ di tempo la crisi non è solo argomento di specialisti; è realtà drammatica per tante persone senza lavoro e famiglie in grave difficoltà. A essere colpiti sono ugualmente italiani e immigrati, dipende dal settore di produzione. Per legge, gli immigrati sono riconosciuti solo in quanto lavoratori.
Possiamo privarli anche di quest’unico diritto? Anche per loro i figli e la famiglia valgono quanto per noi. Possiamo farci l’augurio che come lavoratori tutti abbiano pari condizioni, pari opportunità e pari diritti? Una volta, quando eravamo poveri, eravamo abituati a spartire tutto, anche il necessario. E’ inconcepibile pensare di spartire anche il lavoro? Qualora gli immigrati perdessero il lavoro, per rimanere in regola con la legge, possiamo dare loro un anno di tempo, e non solo sei mesi, per trovare una nuova occupazione?
Il Ministero dell’Interno ha diffuso i dati 2008: complessivamente è diminuita la criminalità! Le prime pagine degli organi d’informazione (televisione, radio e stampa) insistono sui fatti e le immagini di cronaca nera per tenere alta la pressione fondata sulla paura. Chi di noi avrebbe accettato di essere buttato come “mostro” in prima pagina per lo stupro della Garbatella a Roma, come è avvenuto per i due rumeni che non con centravano con quel delitto? Possiamo augurarci una lotta al crimine fondata sui fatti e che i delitti vengano perseguiti solo sulle responsabilità individuali e non sui pregiudizi etnici?
Possiamo auguraci che l’informazione aiuti ad affrontare le difficoltà e i conflitti in vista di una convivenza e di una cittadinanza fondate sui diritti e non sulla discriminazione dei più poveri?
Auguri cordiali a tutti!
Albino Bizzotto (Beati i costruttori di pace) per l’iniziativa “A braccia aperte!”
Padova, 11 aprile 2009
prima malati che clandestini
Pubblicato da lostinthesky
Presento il comunicato stampa del FESMI (Federazione Stampa Missionaria Italiana) che mi ha dato il mio amico Padre Mario, missionario Saveriano.
I missionari bocciano la norma del governo
Una ferita ai diritti delle persone immigrate e un pericolo per la salute degli stessi immigrati e dei cittadini tutti. Così giudichiamo la revoca della legge che impediva ai medici di denunciare gli immigrati clandestini che si rivolgono per cure alle strutture sanitarie e perciò esprimiamo la nostra indignazione.
La decisione adottata dal governo (che va ad aggiungersi a quella di rendere la clandestinità un “crimine”) costituisce un fatto grave, per di più in un momento delicato come l’attuale in cui al legislatore sono chiesti saggezza, equilibrio e lungimiranza. L’esigenza legittima di garantire l’ordine pubblico e la sicurezza non può mai far sì che siano calpestati i diritti delle persone. Una scelta di questo tipo non fa che aggravare un clima già pesante, che vede gli immigrati più vulnerabili che mai e tende a esasperare le contrapposizioni, invece di favorire l’integrazione.
Il provvedimento in questione, inoltre, si rivela miope in quanto a tutela della salute pubblica, dal momento che scoraggia di fatto gli immigrati che necessitano di cure e non hanno i documenti in regola, allontanandoli da ospedali e ambulatori. Il rischio che si diffondano malattie e che, contemporaneamente, si alimenti un mercato della salute parallelo è tutt’altro che teorico.
Per queste ragioni, condanniamo con forza l’operato del governo su questo punto e auspichiamo che la norma in questione sia ritirata al più presto. Chiediamo soprattutto che cambi l’approccio culturale a una questione come l’immigrazione. Noi, che in Africa, Asia e America Latina siamo stati immigrati, abbiamo ricevuto calore e accoglienza e abbiamo sperimentato la possibilità concreta di reciproco rispetto e condivisione di valori, tradizioni e ricchezze spirituali al di là di differenze etniche, culturali e religiose. Un popolo e uno Stato che si riconoscono nei valori della Costituzione non possono rinunciare ad avvicinare l’immigrato – regolare e clandestino – innanzitutto come una persona, con diritti e doveri. In caso contrario, stiamo scivolando a grandi passi verso la barbarie.
Federazione Stampa Missionaria Italiana
Commissione Giustizia e Pace della Conferenza degli Istituti Missionari Italiani
Milano, 6.2.2009
Mt 25,42-43
Pubblicato da lostinthesky
Non è facile trovare una soluzione per un problema così complicato e delicato. Non è facile per alcuni accettare certe decisioni. Non è facile vedere le proprie idee calpestate e derise.
Ma è giusto essere liberi, è giusto essere liberi di scegliere.
In queste discussioni ognuno ha ragione e ognuno ha torto e ripeto non c’è una soluzione per quanto se ne parli, ma è giusto parlarne, anche tanto.
Quindi vedo giusto che il Vaticano difenda la Vita e vedo giusto che lo Stato accolga una richiesta di eutanasia, compatibile con le leggi e la costituzione in vigore. (Non so ancora se lasciare morire di fame e di sete una persona sia costituzionale).
Mi fa schifo vedere chi governa non avere rispetto per il rappresentante dello stato e scaricargli le colpe.
Tutto per me si riassume in un problema di coscienza dove per coscienza (dice il dizionario) è la capacità dell’uomo di riflettere su se stesso e di attribuire un significato ai propri atti; immaginaria sede del senso morale dell’uomo; capacità di valutazione etica delle proprie azioni.
Mi mettono i brividi frasi del tipo “meglio ucciderla che vederla soffrire in quel modo”, oppure “ma quella non è una vita dignitosa”, oppure “ma è vita quella?”. Ne avevo già parlato a suo tempo e penso che la vita vada difesa in tutte le sue manifestazioni, anche nella sofferenza e nella malattia. Dare un significato alla sofferenza è difficile, capisco, ma se si trova un Significato, si ritorna a vivere. E’ nella sofferenza che esce la tua persona, è nella tua reazione alla sofferenza (sia vissuta in prima persona che vissuta aiutando chi soffre) che esce il meglio di te, la parte nobile di te. La sofferenza e la malattia è giusto viverle completamente.
il pane di santa lucia
Pubblicato da lostinthesky

Oggi è Santa Lucia (Siracusa 283 ca. - 303 ca.), e a Monselice, come ogni anno, viene distribuito il pane benedetto.
Santa Lucia è la “santa della luce”, che, accecatasi per sfuggire a un suo pretendente, diffonderebbe dal giorno della sua festa lo splendore dei suoi occhi sulle notti del lungo inverno. Perciò Lucia viene invocata come protettrice della vista.
Il culto a Monselice si è diffuso con l’attività delle cave. E sicuramente la santa veniva invocata per proteggere gli occhi dei scalpellini dalle schegge di trachite.
Il pane è tenero e dolce.
regina della pace
Pubblicato da lostinthesky
Sono stato a Medjugorje in occasione della fine del mese di maggio, ho scattato la foto alla “Croce Azzurra” sul monte Podbrdo, luogo delle apparizioni.
Messaggio a Mirjana 2 Giugno 2008
“Cari figli, io sono con voi per la grazia di Dio: per farvi diventare grandi, grandi nella fede e nell’amore, tutti voi. Voi il cui cuore, il peccato e la colpa ha fatto diventare duro come la pietra. Invece voi anime devote voglio illuminare con una nuova luce. Pregate che la mia preghiera possa trovare i cuori aperti per poterli illuminare con la forza della fede e aprire nuove vie d’amore e di speranza. Siate perseveranti. Io sarò con voi”.
Mentre diceva il messaggio, la Madonna ci ha guardato con dolore sul volto e con le lacrime negli occhi le persone presenti, i quali riguarda questo.
