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Archivio per la categoria 'tvcinema'

Indiana Jones

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Occhio, potrei rovinarti la sorpresa, non continuare a leggere se hai intenzione di andare al cinema.

Continua..

non è un paese per vecchi

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Sono andato a vedere “Non è un paese per vecchi” il film vincitore delle 4 statuette.
Lo considero un bel film. Un gran bel film, per la tensione e il senso di angoscia che ti fa provare soprattutto nella prima ora. Poi la storia degrada leggermente.
Riprese mozzafiato, che chiaramente solo al cinema rendono la dimensione e gli spazi aperti del deserto, nessuna colonna sonora, dialoghi ridotti all’osso.
Mi piace moltissimo, e qui lo considero strameritato, il ruolo di Javier nei panni del killer spietato.
Se ti chiedesse di giocare a testa o croce la tua vita dipenderebbe solo dalla tua fortuna. “Io e la moneta siamo arrivati alla stessa conclusione”.
Qualche scena grottesca ma da non paragonare a quelle di Tarantino dove vengono buttate più sul comico.
Ripeto che ho apprezzato tantissimo quel sentimento di amarezza, di angoscia e alla fine di sconforto che si prova. Solo un altro film mi aveva tenuto così in tensione “Duel” di Spielberg (film del 1971). Sempre di inseguimenti si tratta.
Non posso dire altro, ma se lo andate a vedere, lasciate un commento e le vostre impressioni.

caos calmo

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Già il titolo mi aveva magnetizzato quando l’ho visto alla Feltrinelli di Milano. Ho dovuto comprarlo. Per forza. Anche se non avevo mai letto un libro di Sandro Veronesi.
Ieri sono andato al cinema, di certo non per vedere come se la cavano Moretti e la Ferrari su un divano, bensì perchè l’ho trovata una storia coinvolgente e ricca di sentimenti.

E’ un film diretto e interpretato veramente bene. Un film reale, dove si mescolano amicizie, odi, amori, inganni, ma è soprattutto il caos nella testa di Pietro che fa’ da padrona. Dopo la tragica morte della moglie Pietro si ferma. Si ferma per pensare per riflettere. Si ferma per mesi e mesi in un piccolo parco davanti alla scuola elementare della figlia che seguirà con grande devozione. La panchina diventa la sua casa, il suo ufficio dove ruotano attorno gli amici e i colleghi.
Bellissimi e commoventi gli scherzi che fa con un bambino al parco, poi gli abbracci, i pianti, i segreti, le scelte, la voglia di capire e di resistere.

E poi una bambina, che lo risveglia, che lo rimette in moto.

Non capisco proprio come i media vogliano dare risonanza alla sola scena di sesso smorzando la poesia di tutto il film. Tra l’altro chi va a vedere un film con Nanni Moretti? Non saranno mica ragazzini di dodici anni! Penso invece adulti, vaccinati a certe cose. Quella scena è una scena reale dove si mostra la disperazione di un uomo e di una donna che non sanno come affrontare i propri problemi. Inoltre lui è anche un pelo imbranato.

Da vedere, ne esci contento.

le vite degli altri

La Stasi era una organizzazione di sicurezza della germania dell’est (DDR). Più che sicurezza, spionaggio.
Non usava torturare o uccidere le persone, anche se i suoi interrogatori a volte erano disumani, ma faceva pressione psicologica. Difficilmente una persona riusciva a resistere e alla fine veniva costretta all’emarginazione. Veniva infatti costretta ad abbandonare la propria posizione sociale, il proprio lavoro, i propri affetti.

Nel fare questo i poliziotti della Stasi, che contavano una fitta rete di collaboratori, entravano nella vita degli indagati in modo massivo, come un tumore e attraverso microfoni sparsi in tutte le stanze o con microfoni ambientali, ascoltavano ogni parola, ogni sussurro della loro vita affiancate da perquisizioni e interrogatori professionalmente spietati. Tecnologicamente in questo erano molto avanti e preparati e difficilmente si riusciva a sfuggire. Non a caso in quegli anni i casi di suicidi hanno avuto un picco.

Le vite degli altri è la storia di un solitario e freddo agente della Stasi incaricato di “ascoltare” la vita di uno scrittore e della sua compagna ma si troverà immerso e coinvolto troppo dalle loro vite artistiche e ricche di amicizie.

locandina

il parere di renato

Renato ha una videoteca, ben fornita, attrezzata, molto famosa, ormai l’unica nel mio paese e per questo non tema concorrenza.
Renato guarda di persona tutti i film che noleggia e questo l’ho capito perchè quando gli chiedo un sincero parere sul film lui mi risponde “Bello!”, testuali parole: “questo?… Beo!”.

Ci sono molte variazioni dipendenti dal grado di soddisfazione: “molto bèo”, “veramente bèo”, o ancora “beo beo”.

Io mi fido di Renato.

I now walk into the wild

wild

Chi non ha mai pensato di dare un taglio netto alla propria vita confortevole e abbondante di beni materiali?
Questa è la storia del giovane Christopher che abbandona tutto e tutti (lascia i suoi risparmi ad un ente di beneficienza) e si allontana verso l’Alaska, per vivere da solo con i suoi pensieri e i suoi libri (Tolstoj, London).
E’ un viaggio spettacolare, coraggioso, insidioso e spirituale alla ricerca di un suo ideale di felicità.
Il film Into the Wild è liberamente tratto da una storia vera, diretto da Sean Penn e interpretato da Emile Hirsch.
Il tutto è accompagnato dalla splendida voce rugosa di Eddie Vedder.

Eh no!

Quanti sono disposti a posare le proprie chiappe 4 ore al cinema?
Io si, soprattutto se il biglietto mi costa quasi 8 € e fanno Harry Potter.
Se vogliono dividerlo in due questa volta non ci vado proprio e mi leggerò il libro per vedere come va a finire.
Sembra proprio da quanto dice la Rowling che 4 ore potrebbero essere sufficienti, ma tra le righe si capisce che forse non bastano nemmeno quelle.
Nella peggiore delle ipotesi potrebbero essere due film da due ore ciascuno e intervallati da mesi e mesi di attesa. Così sarebbe proprio un insulto e quindi deciderei di boicottare il film.

Quattro ore io ce la faccio magari con una pausetta in mezzo e del carburante, ma interrompere la battaglia tra il maghetto (ah ah maghetto) e voldemort proprio no, questo non lo accetto.
Eh no, no no no!