chi pensa di salvare l’Africa con i preservativi è fuori dal mondo
Pubblicato da lostinthesky
Riporto un articolo di giornale che meriterebbe di essere letto tutto.
Chi parla è Rose Busingye, infermiera ugandese che si prende cura dei malati di Aids.
Trascrivo solo alcuni punti che fanno rilfettere, almeno per avere un’altra versione dei soliti fatti.
Molte volte, spesso ormai, solo di alcune notizie viene fatta propaganda e si prendono per oro colato, tanto per avere sempre da ridire contro qualcuno, lanciare odio e seminare zizzania.
Così l’Uganda sta vincendo la lotta all’Aids senza preservativi
Il problema è capire se la vita ha un senso. Solo così posso volere bene a me e a chi ho davanti. E’ allora che lo proteggo, che faccio di tutto perché non si ammali.
L’Uganda è però anche il primo paese del continente nero ad avere attuato una politica vincente nella lotta all’Aids: in pochi anni si è passati dal 21 per cento della popolazione infetta al 6,4 per cento di oggi. “Lo abbiamo fatto – spiega Rose – senza distribuire preservativi a tutti, ma educando le persone.Anche grazie al nostro presidente.
… si è cominciato ad andare nei vari villaggi a insegnare, ad esempio, che chi ha una vita sessuale ordinata non rischia di prendere l’Hiv, che l’astinenza e la fedeltà al partner sono fondamentali e che in certi casi particolari è anche opportuno usare il preservativo.
La soluzione può trovarsi solo in un duplice impegno: il primo, una umanizzazione della sessualità, cioè un rinnovo spirituale e umano che porti con sé un nuovo modo di comportarsi l’uno con l’altro, e secondo, una vera amicizia anche e soprattutto con le persone sofferenti, la disponibilità, anche con sacrifici, con rinunce personali, a essere con i sofferenti
Tu vali più di un preservativo, il bisogno dell’Africa non sono i preservativi. Se lo pensi sei fuori dal mondo
Qui non abbiamo medicine, si muore di malaria, di dissenteria. E ci vogliono mandare i preservativi.
…e in Uganda … abbiamo abbattuto il numero di infezioni, tanto che adesso l’Hiv è soprattutto una malattia dei più ricchi, non dei poveri.
Il mondo dovrebbe avere il coraggio di parlare dell’origine della malattia, non di come contenere gli effetti di un comportamento di cui la malattia è diretta conseguenza.
“Rose, quanti gradi ci sono in Africa? Quante case hanno il rubinetto per lavarsi?’. Poi mi hanno fatto vedere le loro mani: ruvide e rovinate dal lavoro nella cava, affilate come un sasso. E se basta un po’ di polvere per rompere il preservativo… Capisci? Non hanno neanche le lenzuola, i letti, l’acqua – ride – E pensano di salvarci con i preservativi!”
1 Commento »
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sPunto dice:
Pubblicato il 23 03 2009 alle 9:40 am
Sono assolutamente d’accordo con te… secondo me, come hanno anche detto altri, distribuire preservativi (e pensare che ciò basti) è un pò come lavarsi le mani dei problemi veri dell’Africa nonchè guardarli con alterigia dall’alto verso il basso come se non fossero nostri fratelli bensì degli animali…
Un ultima osservazione: sai che molti vengono infettati non da rapporti sessuali ma da siringhe infette in quanto in alcuni punti dell’Africa, per ottimizzare i mezzi a disposizione vengono riusati gli aghi??