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il cacciatore di aquiloni


Ho ascoltato il cacciatore di aquiloni in macchina, nei tragitti tra casa e lavoro. In realtà ho fatto presto visto che due ore al giorno le passo in auto. E’ stato diverso, chiaramente, da leggere un libro, ma comunque mi ha incollato alle casse quasi da non aver più voglia di scendere. Il contatto con il libro è diverso, lo tieni in mano, lo sfogli, torni indietro, lo annusi, rileggi dieci cento mille volte se vuoi le stesse righe ed è un momento di totale rilassamento prima di sognare.
L’audiolibro, in macchina, ti costringe a prestare attenzione al racconto, tra l’altro la voce del narratore ti avvolgeva già nelle terre Afghane, una voce un po’ dura, sabbiosa, rocciosa e profonda. Dicevo, ti costringe a prestare attenzione al racconto ma anche alla guida.

Nel libro trovi le più assurde crudeltà che una persona può subire e non è facile da digerire, ma scopri anche il coraggio di amare e di continuare nonostante tutto. E’ un percorso di conversione, redenzione da terribili sensi di colpa che alla fine sfociano in un atto d’amore eterno, in un sorriso alla vita.
Era da tempo che volevo avere una testimonianza della vita in quei posti martoriati da stupide guerre e gratuite violenze e questa è stata una grande occasione. Prima potevo solo immaginarli ma qui è stato proprio entrare nel vivo, nelle loro case nelle loro strade e nei loro cuori.

aquiloni

2 Commenti »

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2 Risposte a “il cacciatore di aquiloni”

  1. 1

    Alberto dice:

    E noi siamo andati laggiù a fare cosa?

  2. 2

    Fishing dice:

    A prudent question is one-half of wisdom. - Francis Bacon

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