lostinthesky

il successo dell’eccesso

Passeggiando con i colleghi per andare in mensa ogni tanto vengono fuori discorsi un po’ “impegnati”.

Proprio ieri si parlava dei giovani di oggi, tutto è partito dall’abuso di alcool, dagli incidenti che possono causare guidatori alticci eccetera. Ma a parte i discorsi sulla correttezza dei metodi di prevenzione ci siamo chiesti come si divertono i ragazzi di oggi, cosa fanno nel loro tempo libero. Chiaramente abbiamo fatto confronti con la nostra giovinezza quando bastava un pallone per passare il pomeriggio e un lampione per giocare a nascondino, mentre ora si possono vedere gruppi di ragazzi in sella ai loro motorini, completamente annoiati, svogliati e senza meta. Quali sono i punti di ritrovo per i giovani, perchè è difficile essere giovani attualmente. Hanno colpa loro, i loro genitori? Non abbiamo trovato molte risposte, solo tante domande.

Però questa frase che ho trovato oggi in un libro (che coincidenza!!!) mi ha dato qualche risposta.

La moderazione è una cosa fatale. Sembra che tra i giovani nulla abbia più successo dell’eccesso.

(Oscar Wilde)

Penso che abbia ragione il sig. Wilde, anche se lui non è stato un modello di moderazione. Basta solo seguire qualche programma televisivo o spot pubblicitari. I giovani sono malleabili a queste leggi che imperano in tv dove nascono modelli di comportamento. Molte volte sbagliati.

Riscoprire la moderazione è fondamentale, cercare l’autocontrollo e l’equilibrio è una necessità, capire che essere liberi non significa per forza essere sregolati e portarsi agli eccessi.
Ho letto tra l’altro una bella frase di Confucio: “chi si modera, raramente si perde”.

Ritrovare la moderazione è un segno di successo.

3 Commenti »

Puoi lasciare una risposta, oppure fare un trackback dal tuo sito.


3 Risposte a “il successo dell’eccesso”

  1. 1

    pia dice:

    O la cosiddetta Via di mezzo secondo i Buddisti.
    Quella dell’eccesso in gioventù è una pulsione, un’energia che ha una notevole intensità e che si moltiplica esponenzialmente nel gruppo. C’è alla base l’incoscienza dell’età; a moderazione e l’equilibrio diventano prerogativa di un’età più matura.
    Dalla tv hanno messaggi osceni, in famiglia assorbono tanto malessere derivante dalle preoccupazioni, dallo stress, dalle stanchezze infinite e da rapporti che funzionano come possono.
    Per non pensare poi a coloro che hanno realtà drammatiche…
    C’è poco da meravigliarsi se le cose stanno come stanno, secondo me.
    E poi questo sistema ha fallito, umanamente e economicamente.

  2. 2

    filo dice:

    O quello che i greci chiamavano “areté”,la virtù, l’arte del vivere mescolando nelle giuste dosi la forza, l’energia di cui parla Pia,e la prudenza o saggezza di riconoscere il proprio limite. Ma queste sono belle teorie che nemmeno gli adulti sono in grado di mettere in pratica. Dovremmo educare i giovani a guardare dentro di sè,ad avere autostima , a dare nome ai sentimenti, a riconoscere le proprie capacità e a trovare la strada per esplicitarle. Purtroppo però il futuro spesso si presenta come minaccia, confusione, disastro, e quindi la potenza creativa dei giovani si scontra contro l’impossibilità di esprimerla. Il problema diventa dunque non solo individuale ,ma culturale,sociale.

  3. 3

    skip dice:

    Forse anni fa avevamo meno cose e meno modelli o input educativi, ma più univoci, positivi o comunque “filtrati”. La fase trasgressiva fa parte della crescita, e lo scontro avveniva innanzitutto in famiglia,poi fuori. La famiglia era più solida e riconosceva come prioritaria la propria responsabilità educativa sui figli, mettendo in secondo piano le eventuali difficoltà della coppia. Mi pare che oggi i ragazzi siano disorientati, precoci nel fare tante cose ma emotivamente rispecchiano la fragilità della loro età , si stordiscono per evadere da un malessere interiore, che non è solo loro ma riflette un po’ quello esterno. Mi pare che a volte i ragazzi non abbiano l’entusiasmo di proiettarsi nel futuro. Tutto sembra precario o troppo arduo: trovare casa e lavoro, costruirsi e mantenere una famiglia, consolidare affetti e relazioni, veder riconosciuti i propri meriti. Tutto sembra fragile, o comunque troppo mutevole. E forse appare ancor più mutevole per chi ha un’identità che si sta formando.

    In questo post mi sono spiegata meglio. Ciao!

    http://www.skipblog.it/2009/02/06/quante-bella-giovinezza-che-si-fugge-tuttavia/

Lascia un commento




Il tuo commento: