Mt 25,42-43
Pubblicato da lostinthesky
Non è facile trovare una soluzione per un problema così complicato e delicato. Non è facile per alcuni accettare certe decisioni. Non è facile vedere le proprie idee calpestate e derise.
Ma è giusto essere liberi, è giusto essere liberi di scegliere.
In queste discussioni ognuno ha ragione e ognuno ha torto e ripeto non c’è una soluzione per quanto se ne parli, ma è giusto parlarne, anche tanto.
Quindi vedo giusto che il Vaticano difenda la Vita e vedo giusto che lo Stato accolga una richiesta di eutanasia, compatibile con le leggi e la costituzione in vigore. (Non so ancora se lasciare morire di fame e di sete una persona sia costituzionale).
Mi fa schifo vedere chi governa non avere rispetto per il rappresentante dello stato e scaricargli le colpe.
Tutto per me si riassume in un problema di coscienza dove per coscienza (dice il dizionario) è la capacità dell’uomo di riflettere su se stesso e di attribuire un significato ai propri atti; immaginaria sede del senso morale dell’uomo; capacità di valutazione etica delle proprie azioni.
Mi mettono i brividi frasi del tipo “meglio ucciderla che vederla soffrire in quel modo”, oppure “ma quella non è una vita dignitosa”, oppure “ma è vita quella?”. Ne avevo già parlato a suo tempo e penso che la vita vada difesa in tutte le sue manifestazioni, anche nella sofferenza e nella malattia. Dare un significato alla sofferenza è difficile, capisco, ma se si trova un Significato, si ritorna a vivere. E’ nella sofferenza che esce la tua persona, è nella tua reazione alla sofferenza (sia vissuta in prima persona che vissuta aiutando chi soffre) che esce il meglio di te, la parte nobile di te. La sofferenza e la malattia è giusto viverle completamente.
6 Commenti »
Puoi lasciare una risposta, oppure fare un trackback dal tuo sito.
1
Matteo Mazzoni dice:
Pubblicato il 09 02 2009 alle 5:28 pm
Sono assolutamente d’accordo con te
2
sPunto dice:
Pubblicato il 10 02 2009 alle 9:01 am
Non avrei potuto scrivere di meglio sulla questione delicata ed allo stesso tempo inquietante di Eluana.
Dettagli di cui pochi (volutamente?) non parlano sono:
Non ci trovavamo in un caso di accanimento terapeutico;
La volontà di non voler continuare a vivere è stata determinata da una testimonianza verbale (veritiera?) del padre;
Nessuno, dico nessuno, aveva la certezza che non sentisse quello che succedeva intorno;
Le suore avevano dato l’oppurtunità di tenerla nel proprio istituto con l’amore con cui avevano provveduto negli ultimi 17 anni;
3
Bosco dice:
Pubblicato il 10 02 2009 alle 10:34 am
“Quindi vedo giusto che il Vaticano difenda la Vita”, proprio qui sta il punto, quale sarebbe la “vita”? Una poveretta tenuta in vita come un vegetale tramite una macchina sarebbe vita? Le frustranti sofferenze dei genitori (e non solo) che per 17 anni hanno avuto la tortura di vedere sua figlia in quelle condizioni. Infatti sono in disaccordo anche con chi afferma “ma quella non è una vita dignitosa”, semplicemente perchè ripeto, non si tratta di vita.
Quello che più infastidisce è la strumentalizzazione del fatto, da una parte il Vaticano che ogni volta per difendere i propri ideali non guarda in faccia a nessuno (si chiama estremismo), dall’altra il governo, che fa opera di lecchinaggio.
Sapete cosa significa “La corteccia cerebrale di Eluana è sconnessa dal resto del cervello. Per sempre.”? (prognosi del 1996).
4
skip dice:
Pubblicato il 10 02 2009 alle 10:32 pm
Sì lost, ci sono tante verità, differenti e non univoche, basate sui fondamenti della propria coscienza, fede e concezione della vita . Credo che la vita debba essere accolta, sempre e comunque, ma comprendo la decisione sofferta di un padre.
5
filo dice:
Pubblicato il 12 02 2009 alle 3:38 pm
Non credo che sia giusto nè ingiusto vivere la sofferenza e la malattia, semplicemente accade che il dolore ci tocchi,ci trasformi nel corpo e nello spirito, ci assoggetti totalmente fino al punto da diventare l’unica esperienza attorno alla quale ruota la nostra vita.Come possiamo noi, dall’alto della nostra, almeno presunta, integrità fisica e mentale, biasimare chi dice ” padre, allontana da me questo calice”.
6
errebi dice:
Pubblicato il 03 03 2009 alle 9:39 am
Non era vero che moriva di fame e di sete, non era vero che soffrirà, non era vero che si trattava di omicidio o eutanasia. Solo in un paese che non CONOSCA più il senso dello Stato la tragica storia della famiglia Englaro è diventata pretesto per un indecente gazzarra fra sostenitori di diverse fazioni che, perduta l’umanità e la capacità di far posto al pensiero nel silenzio, si sono avversati in una fragorosa pubblica battaglia a colpe di accuse, menzogne, ricatti, minaccie e private personalei convenienze.